lunedì 13 aprile 2015

Clotted Cream!

E che Clotted Cream sia! Eccomi finalmente qui con il mio vademecum pro clotted cream. Partiamo dal 'cos'è' ? Semplice... Questa cream è la tipica farcitura inglese che accompagna il cream tea. Di solito viene servito con vari dolcini e dolcetti, paninini e paninetti e, soprattutto, gli scones (dei quali vi ho postato la ricetta un paio di post fa) con la clotted cream e la marmellata di fragole.
Ma veniamo al 'come nasce'.


Moooolto semplice. Partiamo dal non trascurabile fatto che la clotted cream è di origine inglese, e che, all'epoca, la mucche producevano molto meno latte, che era anche molto più cremoso e moooolto più buono di quello che consumiamo oggi.... Gli animali pascolavano in campagna e non assumevano tutte quelle schifezze chimiche che oggigiorno gli vengono propinate.
La Clotted cream era comunque un lusso, perchè veniva prodotta con la panna, la quale serviva soprattutto per fare il burro, che veniva venduto a caro prezzo.
All'epoca si scremava il latte, raccogliendo un paio di dita di panna in un recipiente largo che veniva lasciato sul piano della stufa ormai spenta per tutta la notte. Il leggero tepore che saliva dalla stufa permetteva la formazione della crema.

Vi era poi un altro metodo per produrla, ovvero si metteva la panna a bagnomaria e per circa 3/4 d'ora si lasciava che la cream si addensasse, fino a quando non si formava la caratteristica crosticina gialla. Di solito la clotted cream veniva servita a strati, non come oggi. Si prendeva una schiumarola e si passava sotto la crosta, facendo attenzione a non spezzarla. Si adagiava la clotted cream in una ciotola e si sovrapponevano tanti strati.
La si poteva consumare sui classici scones ma anche con fragole fresche.

panna non pastorizzata - 2 litri

Ora... COME SI FA LA CLOTTED CREAM? Tutti vi diranno che è semplicissimo... beati loro! Io non credo che sia semplice... Innanzitutto bisogna reperire una panna NON pastorizzata. Cosa impossibile in Italia perchè non è commercializzabile.... dovete quindi avere la fortuna di avere una stalla vicino a casa... Oppure accontentarvi di panna fresca, con almeno il 35% di grassi, non pastorizzata ad alte temperature (leggete le etichette della panna del banco frigo del vostro supermercato).
Io ho utilizzato la panna che mi ha dato il mio vicino di casa che ha una stalla. Gli ho chiesto di tenermene un paio di litri e l'ho pagata 8 euro. La panna non pastorizzata è un po' più cremosa, un po' più dolce, decisamente più buona di quella pastorizzata e .... non so, ha un che di dolce che la panna pastorizzata non ha...

Procediamo: ho messo la panna in due contenitori larghi. circa 3 cm di panna in ogni contenitore e ho infornato per 12 ore a 70°C, stando attenta a posizionare le teglie nel ripiano medio basso del forno. La prima volta che ho tentato questo procedimento, ho infornato a 80°C e ho trovato la panna troppo 'crostosa'. Forse il mio forno è troppo caldo... Ad ogni modo ricordiamo che il calore uccide la clotted cream! Se bastava il tepore di una stufa spenta, di sicuro basta un forno a 70°C.
Mettete la panna in forno per 12 ore e dimenticatevela. 

Detto così pare semplice... il fatto è che la nostra panna, anche la mia che viene da una piccola stalla, non è la panna di una volta, non è panna inglese. Le nostre mucche non mangiano l'erba verde dei campi... Queste di solito si... ma siamo in primavera e vengono da un inverno in stalla. Il latte non è molto grasso e di conseguenza anche la panna è un po' povera... Non oso immaginare quella pastorizzata del supermercato... comunque provateci!


Dopo 12 ore trascorse in forno, la vostra panna dovrebbe aver formato una bella crosticina giallo oro in superficie. Sotto la crosticina c'è la cream, ma è ancora liquida... fate quindi attenzione a togliere le teglie dal forno senza rompere la crosticina. Lasciare raffreddare per una oretta e poi mettete in frigo le teglie per altre 8 ore.
Trascorse le 8 ore di riposo è tempo di scremare!!! Prendete una palettina forata e passatela delicatamente sotto la crosticina, raccogliendo la crema rappresa. Lasciate colare via il latticello e mettete la crema in un contenitore richiudibile. Ecco la vostra CLOTTED CREAM! La crosticina non è da scartare, anzi, è parte integrante della clotted cream!
E' deliziosa. Io con 2 lt di panna ho ottenuto questo piccolo contenitore che vedete nella foto... Il latticello che vi avanza potete usarlo per fare una buona torta (250 ml di latticello - 300 gr di farina autolievitante - 250 gr di zucchero - mezzo bicchiere di olio di semi - 3 uova - un cucchiaio di cannella: mescolate tutto e infornate a 180° per 40 minuti)




La CLOTTED CREAM si conserva in frigorifero per 4 o 5 giorni. Io la trovo deliziosa anche sui pancakes con un po' di fragole fresche... o su di una bella coppa di gelato, sempre con un po' di frutta fresca.... Se decidete di farla mi raccomando di avvertirmi, vorrei sapere come vi riesce con la panna del supermercato.... scambiare qualche idea, qualche consiglio... Tra di voi ci sarà di certo qualcuna molto più preparata di me e con molta più esperienza! Si accettano consigli!!! Buon Dairy Day!!!

lunedì 6 aprile 2015

Pasqua con i cavalieri di Bardi

Buona Pasquetta care amiche! Credo di aver trascorso una delle Pasque più belle degli ultimi anni... Io e Batman abbiamo deciso di visitare il bellissimo Castello di Bardi, in prov. di Parma. Ieri (e anche oggi se siete nei dintorni) il Castello ospita un torneo di cavaliei e un adorabile mercatino medievale... Non avevo considerato che per arrivarci ci sarebbero voluto 4 ore, ops... ma alla fine siamo giunti e siamo anche riusciti a trovare posto in un fantastico ristorantino, l'Antica Osteria del Pellicano... Che dire... poche cose sono deliziose come la torta fritta e i tortelli di erbette e ricotta. Ahhh che delizia! Se vi interessa fare un giretto per Bardi vi consiglio un abbigliamento pesante, fa davvero freddo ed è un luogo ventoso. A detta della gente del posto il vento c'è sempre... quindi ritenetevi avvisate :)

Ma veniamo al Castello. Una enorme, splendida (gelida e ventosissima) fortezza, la cui costruzione iniziò nel IX secolo... Una piccola cittadella, appartenente alla famiglia Landi, che ruscì ad arricchirsi grazie ai dazi sul sale e che riuscì perfino a battere moneta propria. Come nelle favole i Landi divennero Principi ed il castello, ovviamente, si arricchì anche di un fantasma.


ingresso principale

il pozzo ai piedi del mastio

Ingresso


foto di ©Gullà
La leggenda vuole che il prode Moroello, in un periodo incerto tra il XV e il XVI sec., si innamorasse della bella Soleste, nobile dama del castello. Partito per la guerra Moroello tornò vincitore, ma ebbe la poco brillante idea di indossare, come segno di spregio per i nemici, le divise dell'esercito nemico annientato. 
La bella Soleste, dall'alto del mastio, vide le odiate insegne, e, credendo che arrivasse il nemico e che Moroello fosse perito in battaglia, si buttò di sotto e morì. Moroello, preda dei sensi di colpa, si getto anch'egli dagli spalti... e ancora oggi il suo fantasma vaga per le gelide stanze del castello. Personalmente mi sovvien proprio da pensare 'bella furbata Moroello... ma pensare un secondino a quello che fai??? Ma come ti viene da vestirti da nemico? Vuoi far venire un attacco di panico a tutta Bardi???'...
Un noto studioso, dott. Gullà, è riuscito perfino a fotografarlo grazie alla termocamera (foto da google). Questa è la seconda volta che visito Bardi, e la guida ci accompagnò la prima volta, a fine tour, parlando solo con me e Sandy, ci disse che anche lei, a volte, assiste a fatti strani.... Il mistero si infittisce!!!!




Che dire, una splendida giornata... Gelidissima ma davvero interessante. Il torneo dei cavalieri è stato molto bello ed interessante... Complimenti ai cavalieri che hanno combattuto con valore, onore e prodezza! Ci hanno regalato un pomeriggio incantevole....










Nel caso qualcuno di voi abitasse nei dintorni di Parma potrà oggi, lunedì di Pasquetta, ammirare un secondo torneo, far compere nel mercatino medievale ed anche ammirare i mangiafuoco e gli sbandieratori... oltre a poter visitare la fortezza, davvero meravigliosa!!!

Buona Pasquetta a tutte!!!

martedì 31 marzo 2015

Semplici Scones

Mie care amiche,
vi avevo promesso la ricetta della Clotted Cream... Non vi deluderò, ma non oggi... Pensano tutti che fare la clotted cream sia una sciocchezza, ebbene no... è davvero un'impresa... Quindi per oggi vi allieterò, si spera, perlomeno allieto me stessa, con la ricetta per gli SCONES.
Ora... gli Scones sono i classici panini dolci che vi offriranno in qualsiasi sala da tea inglese degna di questo nome. Mangiati da soli non dicono granchè... ma serviti all'interno del contesto del CREAM TEA... beh... allora sono celestiali. E molto semplici da fare!
La ricetta è riadattata da me, dopo innumerevoli tentativi. Avendo provato gli scones originali, vi posso assicurare che con questa ricetta verranno perfetti. Idem per la mia Clotted Cream, che seguirà, presumibilmente, in un post in periodo pasquale...




SCONES
450 gr di farina autolievitante
100 gr di burro a cubetti, ammorbidito
2 uova grandi (temperatura ambiente)
225 ml di latte (temperatura ambiente)
50 gr di zucchero (io uso quello di canna, non amo 
usare quello raffinato, ma se volete usate quello bianco normale)
1 taglia biscotti rotondo, diametro 4 o 5 cm

Forno preriscaldato a 180°C

Preparazione:
In una ciotola mescolare la farina con il burro. A me piace farlo a mano, e vado avanti fino a quando l'impasto non si sbriciola bene, facendo tante briocioline piccole.
A questo punto unisco lo zucchero e continuo a lavorarlo.

A parte sbattere le due uova. Unire il latte alle uova e mescolare bene. Mettere da parte 4 o 5 cucchiai di liquido, che serviranno per spennellare gli scones prima della cottura.

Unire, molto lentamente, le uova e il latte e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e compatto.
A questo punto infarinate una spianatoia e stendete l'impasto, deve risultare alto almeno 1 cm e 1/2. Con il tagliabiscotti tagliate i tondi e disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno, spennelateli con il mix di uova e latte.
Io di solito ne cuocio 3 per 10 -15 minuti, li sforno, e poi cuocio tutti gli altri... Non so perchè ma i primi tre vengono sempre peggio degli altri... Dalla seconda infornata in poi risultano perfetti.

Come dicevo, infornate per 10 - 15 minuti, fino a quando non risultano dorati. Lo scone perfetto risulta 'spaccato in due', guardate le foto e capirete.
Una volta sfornati lasciateli raffreddare su una griglia e servite poi con Clotted Cream, fragole fresce e marmellata di fragole. E, ovviamente, un'ottimo tea....

 

E vi lascio con una foto del mio giardino finalmente senza neve. Amo la neve, moltissimo... ma questo è stato davvero un lungo inverno... e, per godere delle prossime nevicate, ho bisogno ora di un po' di sole...

venerdì 27 marzo 2015

Ho ricamato, ho viaggiato, ho vissuto...

E' da luglio che non scrivo nulla... E non vi chiedo nemmeno di leggere ciò che scrivo oggi eh... lo scrivo per me.... Dicevo: è da luglio che non scrivo nulla, ma ero persa nella mia cantinetta degli orrori... Quando si subisce un danno si impara, col senno del poi, che serve TEMPO: per guarire, per ricostruirsi, per lasciare andare via il dolore, lo shock, la paura, il panico, il senso di smarrimento. Attorno alla morte di qualcuno che si ama ci si può solo ricorstuire con infinita calma, accettando che, alla fine dell'opera, si sarà davvero molto, molto diverse da ciò che si è stato. Ho provato a far finta di nulla eh, ma non è servito a niente... Ci si deve fermare e perdersi... e poi ripartire.

la mia famiglia - circa 1900-


Io sono ripartita dalle fondamenta, dalla mia famiglia, tagliando ponti, costruendone altri, rafforzandone altri ancora... Questa nella foto è la famiglia del mio papà, con la bisnonna Vittorina che tiene in grembo la mia nonna Gina. Ho sempre pensato di assomigliare tantissimo a Vittorina... beh, magari sono un po' più dolce nei lineamenti, ma secondo me ci assomigliamo tanto. Sono fortunata perchè posso andare indietro nel tempo e conoscere i volti e le storie dei miei antenati. E così ho scoperto che la mia tris nonna da parte di mamma era gallese, che il mio tris nonno veniva chiamato l'ammazza-lupi e il mio bisnonno 'il guerra' (tutti calmi in famiglia, hihiihih).

Ho scoperto che la mia bisnonna materna morì di spagnola e che la mia mamma amava mangiare la frutta acerba dalle piante e che il mio papà, da bambino, aveva una gatta bianca di nome Cita. Ho scoperto che il mio papà è moooolto strano e particolare ma che, alla fin della fiera, ci vuole bene e a noi ci tiene. Ho scoperto che io amo tutti loro molto più di quanto pensassi (ed era già taaaantissimo).

Goddess Temple - Glastonbury -2014-


Ho viaggiato tantissimo e tanto viaggerò... Nella lontana Turchia ho visto donne vestite di nero mischiarsi a donne in minigonna, come se tutto fosse possibile. E loro, fantasmi neri, erano affascinanti... Oh no vi prego, niente polemiche. E' un dato di fatto... sono affascinanti, creano fascinazione. Non puoi non guardarle, non puoi non rimanere di stucco quando all'aereoporto una di loro scopre il viso al controllo passaporti... La guardi come se si fosse tolta la maglietta e fosse rimasta lì nuda. Giusto o no che riteniate il velo (io non lo approvo), quando vedete queste donne non potrete che rimanerne incantate, ed iniziare a riflettere
Ho conosciuto antichi poeti, assistito alla danza dei Dervisci Rotanti, sentito il gelo vicino ai Camini delle Fate... Incontrato l'anima dell'Oriente, e visto la terra della Grande Madre, l'Anatolia, dove lei vive in ogni respiro della terra.
 
"Luna lucente ...
Siate un flauto silente..." MEVLANA

Ma ho anche assistito alla Grandezze delle Donne in Inghilterra, dove da tutto il mondo noi ci riuniamo per celebrare la Dea. Donne sagge e bellissime, goivani e anziane, bambine e fanciulle... tutte riunite per far risplendere la Luce dell'Antica.

Istanbul . Gran Bazar -2014-

Glastonbury Tor -2014-


Ho trascorso le feste con la mia famiglia, guardando le fotografie, giocando, ridendo, scherzando. Piangendo anche. Ho lavorato tanto per riuscire a distrarmi e non perdermi del tutto nella mia cantinetta degli orrori... e alla fine, in questi primi giorni di primavera, ho trovato la forza di far capolino. Non qui, in generale... Ho bisogno di luce, di fiori, di campi verdi, di torte, di nuove ricette, di libri, di ... vita. E ricomincio da qui.... Domani, o appena possibile, vi speigherà come cucinare la Clotted Cream... qualcosa di delizioso, pulito, goloso, vivissimo :))) STa cuocendo in forno in questo momento... A presto...

martedì 8 luglio 2014

Daimon...

Perchè non usare queste pagine per gli appunti sparsi del mio cammino? Un 'JUST ME' just for me... aprire altri blog non avrebbe senso...

E' arrivato sulle nere ali dei corvi, con corna di cervo, scendendo da una collina lontana, durante la luna di Lugh.

« Poi, dopo che la terra questa stirpe ebbe coperto, essi sono, per volere del grande Zeus, dèmoni propizi, che stanno sulla terra, custodi dei mortali, e osservando le sentenze della giustizia e le azioni scellerate, vestiti di aria nebbiosa, ovunque aggirandosi sulla terra, dispensatori di ricchezze: questo privilegio regale posseggono » 
Esiodo - Le opere e i giorni

 



martedì 1 luglio 2014

Hello July

"Everyone who terrifies you is sixty-five percent water. And everyone you love is made of stardust, and I know sometimes you cannot even breathe deeply, and the night sky is no home, and you have cried yourself to sleep enough times that you are down to your last two percent, but nothing is infinite, not even loss. You are made of the sea and the stars, and one day you are going to find yourself again” - Finn Butler

venerdì 25 aprile 2014

Details...

... a volte i particolari dicono molto... io li amo in 'particolar' modo... Oggi vi invito a curiosare tra le mura della mia casa... o, più semplicemente, aggiorno questo mio povero blog abbandonato... ma non crediate che non ricamo... ho almeno una decina di ricami pronti, sono da confezionare... ed è qui il problema: non ho voglia di confezionare nulla, solo di mettere una x dopo l'altra...

L'Ape Regina

capolavoro acquistato in Usa...

crocette...

è pur sempre la casa di una lepre di bosco....

English corner...

Scatola in latta vintage, direttamente da Southbridge, Massachusetts

Credenzina in cucina, in via di riempimento...

Mio marito è un po' perplesso dalla lapide..... ma viene direttamente dalla casa di
Rebecca Nurse, quindi se ne farà una ragione... He can get over it!

An angel from New England


un particolare del mio schema The Butterfly, acquistabile da me o clikkando sul link :) 


Grazie a tutte voi che mi avete lasciato un commento al post precedente, o che mi avete mandato una mail... grazie davvero di cuore, apprezzo moltissimo la vostra vicinanza :) Ora non mi resta che salutarvi, augurarvi un bellissimo fine settimana e tornare a crocettare un po', a disegnare un po', a cucinare un po' di torte e a magicare un po'....

venerdì 11 aprile 2014

Matcha Tea Plum Cake

Care Amiche, è da un po' che non scrivo. Ci sono periodi nella vita durante i quali si riesce a fare solo una certa selezionatissima selezione di cose: cucinare, disegnare, ricamare... ma NON essere comunicative. Come molte di voi sanno un mese fa è morto mio fratello all'improvviso. Non ci sono parole per descrivere come ci si sente e cosa all'improvviso ti investe... Sta di fatto che di parlare non ho voglia... ho voglia di fare... senza parole...

MATCHA TEA PLUM CAKE
ricetta base di Csaba dalla Zorza, da me aggiustata

Ingredienti:
200 gr di farina autolievitante 
(oppure aggiungete un cucchiaino di lievito a farina 00)
180 gr di zucchero
120 gr di burro morbido
2 cucchiai di polvere di tea matcha
100 gr di cioccolato bianco spezzettato grossolanamente
3 uova
120 gr di lamponi freschi
burro e farina per lo stampo



Procedimento:
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum cake. Accendere il forno a 160 °C.

Amalgamare il burro e lo zucchero fino ad ottenere una crema, aggiungere poi, uno alla volta, le uova, continuando a mescolare.

In una seconda ciotola setacciare la farina e la polvere di matcha (eventualmente il lievito), aggiungere poi questo composto, a cucchiaiate, alla crema di burro uova e zucchero, mescolando con calma e amalgamando un po' alla volta il cioccolato a pezzi.

Infarinare leggerissimamente i lamponi.

A questo punto versare metà dell'impasto nello stampo da plumcake. Aggiungere i lamponi. Versare il restante impasto.

Infornare per circa un'ora.

Estrarre dal forno e lasciar raffreddare per circa 10 minuti. Questo dolce tende a trattenere molto l'umidità, è quindi molto facile che si infossi leggermente e che magari necessiti di un filo di cottura in più. Delizioso...


venerdì 7 febbraio 2014

La storia di Lizzie Borden

se volete dormire qui... sappiate
che la lista di attesa è di un anno...
Care Amiche, in questi giorni ho pubblicato sulla Primitive Hare uno schema moooolto particolare, dedicato a Lizzie Borden. Avevo già in mente di scriviere qui in italiano un post, ma dopo tutte le domande ricevute beh... non potevo proprio tardare ancora! 

Non avevo idea di chi fosse Lizzie fino a quando non ho approfondito l'amicizia con una fantastica ricamatrice americana del Massachusetts, la mia cara amica Lori. Lori mi ha ospitata per due settimane a casa sua, scorrazzandomi in lungo e in largo per il fantastico New England, istruendomi su tantissime cose che ignoravo. Nulla davvero insegna come l'esperienza... si possono leggere mille libri, ma se non si mette il naso fuori da casa si resta al palo....

Ad ogni modo... Lori mi ha fatto conoscere la famosissima storia di Lizzie Borden (famosissima in America). La storia, in soldoni, è molto semplice. Alla fine dell'800 Lizzie venne accusata dell'omicidio del padre e della matrigna, uccisi brutalmente a colpi d'ascia, in un caldo giorno di agosto, nella loro stessa casa. Lizzie disse di essere lei stessa presente in casa, ma di non aver udito nulla, poichè impegnata in altre faccende (a volte stirare fazzoletti, a volte mangiare delle pere nella dispensa)...

Ingresso della casa di Lizzie Borden, dove avvenne il delitto.
Ora famosissimo e gettonatissimo B&B

Lizzie era la figlia minore di Andrew Borden, un ricco signore di Fall River. Nonostante la grande agiatezza della famiglia, Andrew crebbe le figlie in una casa modesta, nei sobborghi della cittadina, in una condizione di grande umiltà. Lizzie mal sopportava la situazione... senza contare che il padre spendeva invece notevoli cifre per i famigliari della seconda moglie, Abby, matrigna di Lizzie e della sorella. Tra le spese folli compiute da Andrew, la più incriminata era Maple Croft, una bellissima villa in collina.
Fu così che il 4 agosto del 1892 qualcuno uccise a colpi d'ascia sia Andrew che Abby. Lizzie 'trovò' il corpo del padre riverso sul divano del soggiorno, venne chiamata la polizia. Due ore dopo venne rinvenuto nella camera matrimoniale il corpo della matrigna, nascosto alla vista dal grande letto, anch'ella uccisa a colpi d'ascia.

Ingresso della casa di Lizzie, abito d'epoca.

Lizzie venne processata, e alla fine riconosciuta INNOCENTE. Nessuno venne mai condannato per il delitto Borden. Molti elementi fanno riflettere: i colpi vennero inferti con una forza incredibile se si considera che Lizzie era una donna di normale struttura fisica. Probabilmente l'assassino doveva essere furioso... Inoltre si vocifera che Lizzie venisse abusata dal padre. Questi due elementi, sebbene non probanti, fanno pensare che sia stata davvero Lizzie a compiere il delitto, esasperata dagli stenti e dagli abusi subiti fin dalla più tenera età.

Lizzie, una volta ritenuta innocente, ereditò, con la sorella, il notevole patrimonio del padre. Si trasferì a Maple Croft e lì visse fino alla morte. Poco tempo dopo il trasferimento a Maple Croft, la sorella di Lizzie se ne andò, senza mai più ritornare a Fall River e senza mai più avere contatti con Lizzie. Forse Lizzie le confessò il delitto... forse.

Lizzie visse da paria, evitata da tutti fino all'età di 66 anni, quando morì di polmonite. Si racconta che desse splendide feste con molti attori di Hollywood, e con una attrice in particolare, con la quale si pensa che Lizzie avesse una relazione. Così come si pensava che avesse una storia anche con Bridget, la cameriera di casa Borden.
Un'altra amica americana mi ha recentemente narrato di essere cresciuta proprio a Fall River, e che la nonna le raccontava di incontrare spesso Lizzie per Fall River. Le ho chiesto se la nonna avesse delle particolarità da narrare, ma la mia amica mi ha detto che la nonna narrava solo di 'far ben attenzione a non fissarla'.

Ora la casa di periferia nella quale avvenne l'assassinio è un B&B. Per pernottare lì si deve aspettare almeno un anno :) La casa è visitabile e molto bella. L'atmosfera che si respira è pesante, grave, nonostante il sole filtri gioiso dalle numerose finestre... Qui di seguito potete vedere le foto che ho scattato questo autunno durante la mia visita. E sotto ogni foto alcuni episodi particolari....



Quest Tavola Ouija è custodita nel salotto nel quale venne ucciso Andrew Borden. Non è antica, ma venne ritrovata dagli attuali proprietari del B&B in soffitta... Alcuni anni fa la tavola venne rubata da un ospite del B&B. Pochi mesi dopo venne recapitata di nuovo al B&B tramite corriere e con un biglietto 'per favore, fatela smettere'....




Tre scatti di Lizzie in diversi momenti della sua vita. Sebbene ritenuta bruttina, io personalmente la trovo graziosa... non una bellezza, ma nemmeno brutta... che ne dite?


La tavola da pranzo. Si racconta che il signor Borden non tollerasse alcuno spreco, costringendo la famiglia a mangiare anche carne ormai andata a male, altra situazione che andava ad aumentare il disagio e l'esasperazione di Lizzie.

Un rimando ai fazzoletti stirati da Lizzie


Foto del cranio di Andrew Borden, massacrato dai colpi d'ascia. L'arma del delitto non venne mai ritrovata. Si racconta un chè di terribilmente macabro, non andate avanti a leggere questo paragrafo se non avete lo stomaco forte... Al tempo, per analizzare le ferite, le teste dei Borden vennero fatte bollire in modo tale da rimuovere pelle, muscoli e cartilaggini e portare al vivo le ossa... e poter quindi analizzare meglio la potenza dei colpi inferti...

Una riproduzione fedele del divano sul quale venne ritrovato il corpo del padre di Lizzie, purtroppo degli arredi originali non resta nulla, ma tutti i mobili sono stati ricostruiti in modo fedele.


Il letto dei Borden, dietro il quale venne ritrovato il corpo della matrigna di Lizzie. Il delitto Borden viene studiato ancora oggi nei corsi di criminologia, e fu uno dei primi documentati da fotografie scattate ai corpi e alla scena del crimine. Proprio durante la mia visita arrivò una classe universitaria di criminologia: affascinante!

La camera da Letto di Lizzie. Un altro elemento di discordia. La camera di Lizzie era una camera di passaggio, Lizzie non poteva avere la minima forma di privacy... tutti passavano dalla sua camera per andare nelle proprie rispettive camere o in bagno, a qualsiasi ora del giorno e della notte...

E dopo il tour, se vi va di lasciare una mancia, sarà gradita :)))

La tomba di Lizzie. Molti trovano terribile che qualcuno le porti fiori e omaggi... Il fatto è che dietro al delitto, per quanto terribile, si cela una donna abusata dal padre, umiliata, maltrattata ed incompresa. Fa pena pensare a questa ragazza senza nemmeno una camera sua nella quale rifugiarsi, senza scampo, senza vie di uscite...



La mia interpretazione della filastrocca che più o meno tutti i bambini americani cantano... (l'ho canticchiata anche io fino a quando mia madre, qui in visita, non mi ha chiesto delucidazioni... a quel punto l'ho un po' sconvolta narrandole la storia di Lizzie, muahahhahah e poi ho smesso di canticchiarla... tetrissimo!!!!) e un ricordino preso presso il minuscolo ma carinissimo gift shop.... Lizzie Borden took an axe....