lunedì 12 dicembre 2011

3rd Victorian Christmas Project: Yule Log

Buongiorno amiche, eccoci oggi ad una tappa del Vic. Chris. Project molto interessante (a mio avviso). Se avrete la pazienza di leggere tutto, vi proporrò anche qualche splendida attività natalizia che scommetto non avete mai provato!!!! Buona lettura :-)
Si avvicina il Solstizio... le giornate si accorciano, la terra si tinge di grigio, di bianco, di nero e marrone. I toni scuri del verde degli abeti si mischiano alle rosse bacche dei sorbi, all’edera tenace... e colorano di terra e di incanto le brevi giornate. Il gelo si intensifica, il freddo spinge gli animali nelle tane: è il tempo del riposo, il momento della ricerca del calore...

Immagine tratta da Pinterest
©del legittimo autore

Una delle più antiche e significative usanze legate al Solstizio di’Inverno è lo YULE LOG (o CLOG), ovvero il ceppo di Yule, un grande tronco decorato con nastri e edere e bacche che, fin dai tempi più remoti, nei territori del nord, veniva condotto cerimoniosamente sui bracieri e nei camini.. per ardere e portare luce, vita e calore nelle case, per dodici giorni: i dodici giorni destinati ai riti e alle cerimonie solstiziali, e in seguito, natalizie.




Nella notte più lunga dell’anno (o in seguito, alla vigilia di Natale), questo grande tronco, spesso di quercia, veniva acceso con un frammento di carbone ricavato dal tronco del solstizio precedente. Per giorni i membri maschi della famiglia cercavano la pianta adatta. Non tutte andavano bene: dovevano essere piante cadute da tempo, secche, adatte alla combustione, ma al tempo stesso, non dovevano ‘ospitare’ animali o essere divenute tane... poichè, fino al secolo scorso, intralciare i percorsi di Madre Natura era saggiamente considerato assai sciocco e poco propizio.Questa splendida usanza, sebbene di origine germanica, si diffuse velocemente anche nelle aree celtiche. 

Nel suo meraviglioso saggio “Il tempo dei Celti”, Kondratiev ci ricorda come in Scozia tale ceppo venisse scolpito in forma di donna: la Cailleach Nollag, ovvero la Megera di Natale (Yeel Carline ovvero "the Christmas Old Wife") . Ma cosa simboleggiava? Il suo lento bruciare segnava l’evoluzione ciclica della Dea, la sconfitta del suo aspetto sterile e minaccioso di dama dell’inverno, la promessa della primavera futura: al solstizio d’inverno ella aveva ormai i giorni contati... Nella sfera cristiana invece, che gradatamente si sovrappose alle usanze pagane più antiche, il fuoco del ceppo serviva simbolicamente a scaldare il Bambin Gesù fino all’Epifania.Ciò che preme sottolineare qui però è il legame tra il solstizio, il fuoco e la buona sorte. Come ci insegna Frazer, i due solstizi erano le due grandi svolte solari che catturavano l’attenzione dell’essere umano, doveva quindi apparire assai logico accendere dei fuochi particolari in questi due momenti. La tradizione dello Yule Log persistette vivacemente fino all’epoca vittoriana, e ancora oggi non è scomparsa del tutto dalle campagne. Sebbene il suo ricordo sia assai più vivo in Inghilterra che in altre zone. l’uso di questo fuoco rituale era diffusissimo: “Nelle valli di Sieg e di Lahn il ceppo di Natale era costituito da un pesante blocco di quercia (...) e seppur esposto al fuoco, spesso non bastava un anno a ridurlo in cenere. Quando, l’anno successivo, lo si sostituiva con un blocco nuovo, i resti venivano ridotti in polvere da spargere nelle dodici notti precedenti l’Epifania sui campi, per propiziare i raccolti futuri”. Non solo, in alcune zone della Francia un pezzo del ciocco veniva montato sull’aratro, credendo che servisse a far meglio germogliare i semi.


Immagine tratta da Google
©del legittimo autore


In Vestfalia invece il ciocco veniva appena bruciacchiato, e poi riposto con cura. Ogni volta che scoppiava un temporale, lo si faceva bruciare un po’, poichè si credeva che mai un fulmine si sarebbe abbattuto su una casa nella quale ardeva un così sacro fuoco. Anche in Provenza si pensava che il ceppo proteggesse dai fulmini e pezzetti carbonizzati del ciocco venivano nascosti sotto i letti, per difendere dai geloni, dai fulimini e dalle malattie invernali. Il legame tra il ciocco e i fulmini è semplice da spiegare: esso era spesso di legno di quercia e nella memoria ancestrale doveva essere rimasta la consapevolezza che la quercia era legata al Dio delle Folgori.

Dalla Russia alla Scandinavia, dalla Serbia all’Inghilterra, dal Galles all’Italia, ovunque troviamo tracce del tronco di Natale. Perfino nella nostra toscana, in Val di Chiana, ci sono ricordi legati all’Ave Maria del Ceppo, una canzoncina intonata dai bimbi nei giorni di dicembre.


La tradizione celtica bretone ci suggerisce invece un rituale assai più semplice da eseguire (non tutti oggi hanno un camino abbastanza grande da ospitare un ceppo per 12 giorni...): Il Ramo dei Desideri. Nove giorni prima del Solstizio (a Santa Lucia quindi) è usanza cercare un ramo, dipingerlo se si vuole, e posizionarlo all’entrata della propria casa: chiunque entri in casa se vorrà potrà scrivere un proprio desiderio su di un pezzetto di carta che verrà poi legato al ramo con un nastrino. Il giorno del solstizio il ramo verrà bruciato insieme ai desideri: per un rametto può bastare un caminetto o una stufa, o un piccolo falò all’aperto. Il fumo porterà al cielo i nostri desideri, li libererà nell’aria, liberi di salire verso l’infinito.
Poichè è il simbolo ciò che conta e non l’effettivo ardere del fuoco (non oggi almeno) potremmo anche optar per un tronco con scavati dei piccoli alloggiamenti nei quali riporre alcune tea light, da accendere per tutti i Dodici giorni Solstiziali.
La luce è il fulcro della tradizione dello YULE LOG: ‘fare il giorno di notte’ ovvero portare luce e calore nel core rigido e gelido dell’inverno.

Immagine tratta da Google
©del legittimo autore
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SWEET YULE LOG:

Immagine tratta da Google
©del legittimo autore

20 commenti:

Country Nanny ha detto...

Che bello questo post. Mi riporta ai miei studi di letteratura inglese e mi fa comprendere come le tradizioni si fondano l'una con l'altra. La luce è centrale in tutto l'Avvento e nel Natale: ci si prepara ad accogliere Cristo Luce del Mondo. Si parte con l'accendere una piccola flebile luce (la prima candela d'Avvento) che rischiara a malapena intorno a noi per poi accenderne due, tre quattro e...la Luce FU!
Buon inizio di settimana Argante.
Elisa

Miss Marple ha detto...

Bellissimo post, molto interessante. Mi ha colpito molto il legame strettissimo delle nostre tradizioni, anche contemporanee, con la natura. Con la nostra madre terra.
Ho sempre trovato l'immagine di un campo d'inverno estremamente poetica. Il riposo della natura dopo le fatiche dell'estate è sacro e andrebbe rispettato con silenzio e gratitudine.

Peccato non avere un camino...
Buona settimana Argante e grazie !
Miss Marple

Molto belle anche le musiche che hanno accompagnato la lettura del post...

Dona ha detto...

Veramente interessante il tuo post, Argante.... Queste tradizioni si intrecciano e si legano...
Da noi, ad esempio, si tiene il Confuoco: una cerimonia popolare che consiste nel donare all'autorità pubblica un grosso tronco d'alloro coperto da rami e adornato di nastri. Il ceppo viene acceso nella notte della vigilia di Natale alla presenza di tutte le personalità e della comunità. La cerimonia si conclude con lo spegnimento del falò gettandogli sopra del vino, zucchero e confetti.
Grazie mille.... anche per la ricetta.
Un abbraccio e buon inizio settimana
Dona

Elena - Gatti e Crocette ha detto...

Interessantissimo, ora capisco perchè quando ero ragazzina la mia nonna mi faceva sempre per Natale il tronchetto dolce!!!
Grazie per questo stupendo post!
Un abbraccio Elena

๑۩۞۩๑ Barbara๑۩۞۩๑ ha detto...

Wow il mio dolce preferito l'ho fatto sabato per il compleanno della mia piccola baby!!! ripieno di crema di marroni e ricoperto di cioccolato una goduria fantastico il tuo viaggio nel natale vittoriano. scoperto tardi ma son arrivata!!!
Baci
barbara

Brunella Supertramp ha detto...

è bello essere capite, ci si sente meno sole in un mondo che parla lingue molto diverse, che ha modi diversi e che sceglie strade diverse.
Un grande abbraccio, enorme.
(ho iniziato ad ardere il 10 dicembre)
Brunella

Elisabetta ha detto...

Ma lo hai fatto tu quel tronchetto meraviglioso di cioccolato?!?!
Poi studio il resto, prometto....Ma ha nevicato?!

Stefy ha detto...

Ciao Argante, bellissima questa storia sulle tradizioni che hai condiviso con noi. E' stata una lezione molto interessante.
Stefy

La Comtesse ha detto...

Che bello tutto!
...starei ore a leggere!
Sei un mito.
Lori

manu ha detto...

Mi sento tanto tanto bambina che ascolta assorta il racconto della nonna! ohhhhh non c'entra nulla la nostra età, tu seui una ragazzina e io una quasi 50enne ma è la sensazione che mi da leggere questi post!!!!
baciuzzi!!!!!

Strega Bugiarda ha detto...

Questo tuo meraviglioso racconto mi ha letteralmente stregata... "the Christmas Old Wife" bellissima questa immagine della dama dell'inverno con la promessa del futuro... della continuità..
Quanti studi fatti in tempi lontani risvegliati da queste stradizioni che uniscono latitudini...
Grazie belle le parole, la dolcezza con cui ti approcci alle vecchie usanze, gradevolissima la musica che mi ha accompagnato nella lettura... oggi mi hai fatto un bel regalo
Un sorriso
Grazie

Anonimo ha detto...

Sempre più interessanti questi post! Magari quest'anno lo preparo il tronchetto dolce, sisi...!! E' arrivata la neve?! Qui si è messo a diluviare e visto che sono a casa sola soletta mi concentro sull'albero di Natale ;)
Baci grandi stella!
Eu

Anonimo ha detto...

Adoro le vecchie tradizioni e cerco anche di metterne in pratica qualcuna. Io ho una stufa e non haimè un maninetto altrimenti mi organizzavo per trovare un tronco da far bruciare. Sai che meraviglia? Antonia

Sandy (miss Potter) ha detto...

Ciao stelin...
ho un caminetto, ma aimè manca in casa il tronco porta candele...peccato!!!

:)

Sandy impazzita!!!

Isobel -Argante- ha detto...

Muhahaahahahahhahhahahahha, sei il mio mito!!!!!!!!! No comment....

MeryBimbaDark ha detto...

Ciao cara ... bellisimo questo post è sempre bello conoscere le tradizioni =) mmm chissà che buono poi questo tronchetto di natale , che peccato però che non riesco a visualizzare il link della ricetta =( forse è un mio problema bo ?!? cmq ti auguro una buona e felice settimana cara un bacio a presto !!!

cuori e perline ha detto...

che bello anche questo tuo post! Ti ringrazio tantissimo perchè sai farmi immergere in un mondo sospeso, lontano dalla triste realtà e per un attimo riesco a non pensare...
non riesco a vedere la ricetta... se cliccco mi dà errore...
un abbraccio
Annamaria

♥Claudia♥ ha detto...

Cara Arghi, hai fatto un lavoro splendido, sei riuscita a catturare con il tuo entusiasmo l'attenzione di chi conosceva e di chi non ne aveva mai sentito parlare!!! Anch'io ho scoperto qualcosa di nuovo: non conoscevo la tradizione del ramoscello da bruciare con i desideri...davvero simbolico!
Un bacione, torno sotto le coperte, la febbre si fa ancora sentire :(!!
Un bacione

fairybella ha detto...

Sto imparando un sacco di cose nuove; questi tuoi racconti riempiono di fiaba il mio Natale, grazieeee!!!In Avvento anche nella cristianita' si accendono quattro candele, una per ogni domenica prima del Natale,e nelle case l'atmosfera si fa magica :)

gloria. ha detto...

ho studiato...fatto il compito e trovato il tutto molto interessante...sto imparando molte cosucce e....due considerazioni....per fortuna non ho il caminetto.... mio marito mi farebbe uscire a me di notte a cercare il ceppo e ....quindi mi butto sul tronchetto dolce...quello mi sa che i miei due anti Natale con cui condivido casa e Natali se lo pappano senza problema.baci.glo