sabato 31 dicembre 2011

Buon Anno Amiche Mie!!!

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Mie cara amiche, quest'anno mi ha donato così tante soddisfazioni da non aver parole per esprimerle... Vi auguro un anno fatto di ciò che più amate... di tutto ciò che al mondo è bello e costruttivo, concreto ma nato dal sogno, reale ma della stessa sostanza dei sogni... BUON 2012!!!

martedì 27 dicembre 2011

7th Victorian Christmas Project - Twelfth cake of Epiphany

Mie care amiche, innanzitutto grazie per tutti i meravigliosi commenti che mi avete lasciato, in questi giorni passerò da ognuna di voi, con tutta la calma che la mia connessione mi obbliga ad avere :-) Sapete proprio come riscaldare i cuori nel cuore dell'inverno...
Poi, come vi avevo annunciato, ecco un'altra tappa del Victorian Project. Non è l'ultima, perchè nell'ultima sarete tutte protagoniste, ma non vi anticipo nulla... questa è invece una tappa tutta dedicata alla prossima Festa che ci attende: l'Epifania. Visto che ho moltissimo materiale a riguardo, inizio oggi con un dolce per il quale serve un certo anticipo... e nei prossimi giorni pian piano vi narrerò altro... Buona Lettura!!!!

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La dodicesima notte, tra il 5 e il 6 gennaio, viene celebrata da tanto tanto tempo… anche se nel medioevo si cristallizzò nella notte che vide arrivare i tre magi da Gesù Bambino. Ma molto molto prima, quando l'uomo era giovane e la terra incantata, questa notte era abitata da una dolce figura femminile: Frau Holle (che significa La Gentile - la Dea Holla), portatrice di fertilità, abbondanza e giustizia. Il folklore germanico la immaginava percorrere la terra su una slitta trainata da cani nei 12 giorni che seguono il solstizio, distribuendo doni e fortuna... in compagnia di un magnifico corteo. Durante questi dodici giorni le Dee quali Frau Holle, la Berchta e altre affini, vagavano di casa in casa esaminando gli arcolai delle donne (sono tutte dee strettamente collegate all’arte della filatura e ai lavori femminili). Se le donne avevano filato con cura e maestria, se avevano tenuto bene in ordine la casa, sarebbero state premiate (magari con matasse di lino o di lana che non si sarebbero mai esaurite, o con Buona Fortuna); se invece il lavoro fosse risultato sciatto e mal fatto, allora i fili sarebbero stati ingarbugliati e le pigre donne punite. Erano figure legate all'inverno, coloro che facevano nevicare e proteggevano gli animali delle foreste... quindi amiche occhio: riordinate i lini e le matassine, lucidate gli aghi e ripulite le forbici, che tutto sia in ordine in queste notti d'incanto....

Con il tempo la figura pagana di Holle svanì, lasciando la scene alla Befana che tutti conosciamo… e nell'immaginario religioso invece arrivarono i Re Magi. In questo giorno di festa si preparava un dolce chiamato The Twelfth Night Cake. Anticamente era un impasto abbastanza semplice contenente, tra le varie cose, un fagiolo secco e un pisello secco. Chi avesse avuto la fetta di torta con il pisello sarebbe stata Regina per tutta la sera, chi avesse trovato il fagiolo sarebbe stato Re. Il gioco era esteso a tutti gli abitanti della casa, dal proprietario ai servi e il decreto della torta rispettato con onore. La tradizione legata a questo splendido e coreografico dolce risale quindi al medioevo, tempo in cui i festeggiamenti del Natale avevano poco di religioso e molto di goliardico (una sorta di Carnevale che permetteva la rivalsa dei subalterni sui padroni) ma la prima ricetta ufficialmente stampata fu quella che vi propongo, di John Mollard, datata 1803. 

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Questa spettacolare torta glassata era fondamentale nei festeggiamenti dell'Epifania. Tradizionalmente in epoca vittoriana si dava una grande cena in questo giorno per celebrare la fine dei 12 dodici giorni sacri, iniziati a Natale. Ogni partecipante alla cena interpretava un personaggio particolare per tutta la sera, scelto estraendo da un mazzo di carte speciali la propria carta: c'erano il Re, la Regina, la duchessa di Puddle Dock e moltissimi altri personaggi comici. La cena terminava con il taglio della torta, sempre decorata con due corone di zucchero o marzapane e con altri decori rappresentanti i vari personaggi della cena, così come accadeva nel Medioevo con la versione più semplice contenente il pisello e il fagiolo secchi.

RICETTA DEL 1803: Prendere Kg 3,175 di farina e metterla a fontana sulla spianatoia, aggiungere 1 cucchiaio da cucina abbondante di lievito e un pochino di latte tiepido. Iniziare ad impastare aggiungendo poi 450 gr. di burro a pezzetti, 600 gr di zucchero. Lasciar lievitare e solo dopo un'oretta aggiungere 2 kg di uvetta, 15 gr di cannella in polvere, 10 gr. di chiodi di garofano sempre in polvere, canditi a piacere. Porre l'impasto in una teglia ben imburrata e cuocere (ndr: ormai dovreste aver capito che nelle ricette vittoriane non si usano i tempi di cottura e nemmeno i gradi del forno, io quindi vi consiglio i canonici 180°C. per un po' di tempo, provate con uno stecchino per testare la cottura). Una volta cotta la torta, sfornare, lasciar raffreddare e ricoprire con glassa colorata o bianca e con corone di zucchero (ndr: oggi potreste creare delle coroncine con il marzapane che si compra in pacchetti in qualsiasi supermercato o talvolta la Twelfth cale viene ornata anche con una corona di carta, magari potreste farla intagliare dai vostri bimbi…)
From John Mollard, The Art of Cookery. (London 1803). 
Tradizioni assai simili a questa esistono anche in Italia, ad esempio in provincia di cuneo di cucina la Fugassa della befana, che contiene una fava nera e una bianca. Per altre ricette vi rimando al sito della mia Associazione, qui: CLIK  mentre se desiderate sapere di più di Frau Holle, vi lascio al mio articolo dello scorso anno: CLIK

NOTA BENE: Hhihihih, ho letto un po' di perplessità sulla ricetta... ragazze è vittoriana e le famiglie erano mooolto numerose! Se volete provarla basta dimezzare le dosi, e non ci saranno problemi! Muahhaha, sisi, è pesantina, ma tutta la cucina vittoriana lo è! E considerate che io vi propongo quelle semplici!!!!!

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale - Merry Christmas: una lettera per voi

Amiche mie, oggi è Natale, giorno da dedicare alle famiglie, ai bambini, a chi si ama, e, in generale, almeno per me, a chi mi trasmette emozioni. Voi me ne trasmettete tante. Ogni anno il postino giunge con buste e pacchetti: alcuni me li aspetto, altri proprio no... e mi stupisco, poichè trovo all'interno pensieri davvero preziosi, che mi fanno comprendere con stupore che.. mi conoscete. 

Ci sono schemi che adoro e che non sono presenti in nessuna wish list, che non potevate sapere che disideravo... ricami che sono costati ore di lavoro, piccoli monili preziosi, decorazioni, tisane... insomma... non mi sento mai all'altezza della vostra generosità, del vostro estro, del vostro aver pensato a me... c'è chi mi ringrazia per ciò che trasmetto, e a me par sempre nulla... Invece forse qualcosa di me traspare davvero e i vostri doni mi commuovono, dal più piccolo e perfetto fiocco di neve all'uncinetto, fino al più grande e pesante e splendido fermaporte che abbia ricevuto...

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Oltre alla gratitudine e alla commozione io.. mi sento grandemente in debito con moltissime di voi, avevo preparato un elenco ma ho il terrore di non inserire qualche nome... quindi non so, io mi sento davvero onorata e colma di gratitudine. In un anno che è stato capace di mostrarmi quante bassezze sappia compiere chi per invidia perde il senno, voi pareggiate i conti per me, anzi, decisamente fate pendere la bilancia verso un bilancio di amore, generosità, saggezza e... verità. Siete vere, spontanee, uniche... Auguro a me stessa in questo 2012 di riuscire a sdebitarmi con ognuna di voi.... lasciatemi il tempo... ho perso la capacità di fidarmi e di lasciarmi andare, ma voi avete sgretolato in pochi giorni mesi di amarezza. alcune di voi mi hanno mostrato un volto così puro e generoso da lasciarmi incantata...

Buon Natale, poichè ognuna di voi ne incarna lo Spirito più vero e perfetto, luminoso e cristallino... Buon Natale, e che Dio ci benedica, benedica ognuno di noi, come diceva il piccolo Timmy di... indovinate ... A Christmas Carol! Di sicuro nessuna di voi necessita della visita dei tre cari spiriti.... BUON NATALE! e GRAZIE, MILLE VOLTE GRAZIE !

venerdì 23 dicembre 2011

6th Victorian Christmas Project: Santa Claus is coming!!!

Amiche mie, ormai ci siamo... Natale è qui, con tutta la sua magia, il suo incanto... C'è chi ne è felice, chi malinconico, chi nemmeno se ne accorge... Chi lo ama, chi lo odia... ma che importanza può avere? Il Natale c'è (ringraziando il Cielo). Il mio Victorian Project proseguirà anche dopo, fino all'Epifania, ma oggi si conclude la parte pre natalizia. E chi meglio di Babbo Natale potrebbe rappresentare la tappa di oggi?  (Almeno ne approfitto per mostrarvi che non ho poltrito ma ho ricamato!!!)
I bambini sanno che esiste, noi adulte a volte si, a volte no. Io credo fermamente nello Spirito del Natale, in quel qualcosa che non so nemmeno descrivere, ma che aleggia nell'aria a dicembre. Il mio nopotino di 7 anni pochi giorni fa mi ha detto: "Sai zia, non so se Babbo Natale esiste, ma in questo periodo succedono cose strane, si sente vero?" La mia risposta? "Si Edo, si, decisamente si, anche se non tutti lo avvertono come noi". Degno nipote di sua zia quel nanetto splendido....


Ma veniamo a noi: quando è nato Babbo Natale esattamente? Molte di voi diranno che è invenzione della Coca Cola, ma non è così... la cara Coca Cola ha solo stabilito la moda di vestirlo di rosso e bianco, ma Lui, Il Buon Vecchio Padre Inverno c'era già prima, molto molto prima....Nella Mitologia vichinga ad esempio troviamo i folletti Tomten e i Nissen. Tutti i giovedì sera dell'anno essi vengono nutriti dai bimbi, che di notte mettono fuori dalla porta gli avanti dei pasti. In inverno poi, i bimbi vengono ricompensati dai folletti con doni e dolcini. A queste dolci creature nate in epoche arcane e lontane, legate ai saggi culti pagani, si affiancarono poi diversi santi cristiani.


Nel mondo slavo troviamo San Basilio, mentre in quello germanico il più noto San Nicola. L'amico Alessandro da Bologna ci narra come "La tradizione lo raffigura come un vecchio dall’aspetto benefico con lunghi capelli e una gran barba bianca, vestito di rosso e con un cappuccio dello stesso colore. Suo compagno è un asino carico di doni. Sono così più che evidenti le somiglianze col Babbo Natale che ben conosciamo, le quali aumentano se si ricorda che, nel giorno della sua festa, il 6 dicembre, i bambini di cui egli è patrono, erano soliti, in Olanda e in Germania come in Padania, ricevere i doni che San Nicola portava loro nottetempo. Ma il 6 dicembre è un giorno consacrato per le tradizioni germaniche a Odino, che a San Nicola sembra aver trasmesso alcuni particolari dell’aspetto: dalla barba, all’aggirarsi durante le notti più lunghe dell’anno, recando doni senza perdere tuttavia un certo aspetto di inquietante pericolosità.

Ma le fiabe europee che velano le nostre più antiche tradizioni parlano anche di una stirpe di orchi che hanno infine adottato una tunica e dei cosciali rossi. Ambigui come tutte le creature fatate, recano oggi nella gerla, che sempre hanno portato con sé, giocattoli che sanno fabbricare ingegnosamente, per donarli ai bambini. Li consegnano naturalmente di notte, e possono solcare il cielo a cavallo di asini o renne. Particolare, quest’ultimo, che sembra alludere al carro di Thor trainato da due caproni."



Il discorso potrebbe essere ancora lungo... quindi, per non tediarvi oltre qui, vi lascio il link al bellissimo articolo scritto sull'argomento da Alessandro, e presente nel sito della mia Associazione, se volete leggere qualcosa di particolare ai vostri bimbi, CLIKKATE QUI e ricordate le sue poetiche parole: "Babbo Natale solca il cielo delle nostre notti da tempo immemorabile, in quel cielo dove affondano profondamente le radici dell’abete che addobbiamo di luce. E le radici profonde non gelano, nemmeno nei giorni dell’inverno più rigido"


Possano le radici di ognuna di noi ricordare l'incanto che albergava nei nostri cuori nei luminosi giorni della fanciullezza...
Non vi lascio ora gli auguri perchè ho già scritto e pronto il post per il giorno di Natale, sono riuscita a programmarlo e racchiude in se tutto ciò che vorrei davvero sussurrarvi abbracciandovi una ad una.... magari mentre nevica, vicino ad uno splendido abete illuminato a festa....

mercoledì 21 dicembre 2011

Happy Winter Solstice!

Mie care amiche, un veloce, velocissimo post fotografico, per fermare in pochi scatti la magia della neve, l'incanto del Natale, e la bellissima lavagnetta che... non ve lo dico nemmeno più... mi ha donato (si, ancora...) la mia Folletta... e non è finita qui! E poi... pensate che non stia ricamando? Nono, preparatevi perchè ho in serbo un sacco di crocette... Intanto vi presento l'ormai classicissimo cono di Natale, realizzato con un vecchio spartito musicale... lo adoro!!!!!







Per ora: FELICE SOLSTIZIO!!!!!!! Possano giungervi luce e calore, gioia ed incanto a volontà! E... visto che ci siamo perchè non festeggiare con un FREE? Scaricatelo QUI CLIK :-)

lunedì 19 dicembre 2011

5th Victorian Christmas Project - Crackers

Mie care ricamatrici, siete prese dagli ultimi preparativi? Avete scelto tutti i regali? Li avete impacchettati per bene? Avete cucinato biscotti, intrecciato ghirlande, disseminato campanelli, edere, e candele per casa? Avete addobbato la casa dalla soffitta alla cantina? Avete pensato a tutti? Ah ecco, lì vi volevo! Vi siete dimenticate della vecchia zia Romilda!!! E allora sotto a preparare dei crackers velocissimi! Come cosa sono??? Ok, eccovi la dolce storia dei VICTORIAN CRACKERS.... 


I crackers sono dei semplicissimi tubi di cartoncino, ripieni di dolcini e avvolti in carta colorata, insomma delle grandi caramelle nelle quali stipare piccoli regalini, poesie, dolcetti, indovinelli... la tradizione vuole che per aprirli si tirino i lembi fino a strappare la carta: dal suono dello strappo nasce il loro nome. I crackers industriali hanno un impegnate chimico che al momento dello strappo produce un bang, certamente più di effetto del solo strap della carta, ma quelli casalinghi possono essere colmati di ciò che si preferisce. Non ci crederete ma sono in vendita ancora oggi!!!!


I crackers nacquero nel 1847 -8, dalla mente allegra e giocosa di Thomas J. Smith. Questo signore li inventò per incrementare le vendite di dolciumi e bob bon che già vendeva avvolti in carte colorate. Aveva provato a creare dei biscotti della fortuna, ma l'idea era piaciuta solo limitatamente... poi, davanti al caminetto, sentì un ciocco scoppiare nel camino e... la leggenda vuole che in quel momento ebbe l'idea di aggiungere IL BOTTO! All'inizio chiamò la sua invenzione 'Cosague', ma poi Cracker si impose! Apparvero sulle tavole di Natale di tutta Inghilterra, in mille versioni diverse!



Il meccanismo che fa scoppiettare il cracker non è riproducibile in casa, ma seguendo questo semplicissimo tutorial potrete divertirvi e creare i vostri cracker personali, come ho fatto io :-)  CLIK Basta procurarsi qualche tubo di cartone, un po' di carta crespa, spago, delle immagini di Natale, forbici, colla e... dolci ovviamente!

La confezione originale di epoca vittoriana

Ormai siamo ad un passo dal Natale, vi confesso che devo ancora far partire alcuni pacchi... ma l'atmosfera è splendida, la valle è coperta di neve, i miei nuovi vicini di casa sono tutti allegrotti e hanno decorato con alberi e luci i loro bellissimi giardini... questa Casa di Mezzo fa vivere una vita diversa... in una dimensione davvero incantevole... 
Alla prossima mie care!

giovedì 15 dicembre 2011

4th Victorian Christmas Project - Taste of Christmas "Pudding"

"Tutta la stanza della lavanderia profuma come il negozio di un pasticcere!!!". Nono, non sono impazzita... Diceva così il piccolo Timmy alla sua mamma, annusando nell'aria della casa il profumo del pudding che cuoceva deliziosamente.. nella lavanderia! Ovviamente parlo, come sempre di A Christmas Carol di Charles Dickens. Come mai nella lavanderia? Bene, sedetevi e ascoltatemi... perchè non è una cosa solo inglese... Anticamente, ma nemmeno poi così tanto, nelle povere case della gente comune veniva costruita quella che qui dalle mie parti si chiama 'Caldera'. Qui tra i miei meli, così come nella fumosa Londra, il concetto non cambiava: si costruiva un piccolo camino di mattoni e vi si incastrava dentro un grosso paiolo. Sotto il paiolo si accendeva il fuoco così da permettere ai mattoni di arroventarsi e al paiolo di scaldarsi con poco consumo di legna o carbone e quindi di bollire grandi quantitativi di acqua, con un calore uniforme su tutta la superficie. La Caldera serviva per fare il bucato, il sapone, il pudding, la polenta... Tutto insomma! Se ne vedono ancora nelle vecchie case, e sto cercando di convincere mio marito a costruirmene una (dura lotta..., gli fa schifo l'idea...)

Decorare casa con semplicità...

Il PUDDING (si legge proprio con la U mi raccomando, con con la A) è il più tradizionale e famoso dolce di Natale in Inghilterra. Sempre nel fantastico romanzo di Dickens ascoltiamo Scrooge esclamare, al culmine della sua crudeltà: "Felice Natale.... se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va in giro con codesto felice Natale in bocca, andrebbe bollito insieme al suo pudding e seppellito con uno stecco di agrifoglio nel cuore!!!" Simpatico vero? Comunque.. i Pudding è di origini medievali e spesso le famiglie si tramandavano la ricetta per generazioni e generazioni. Veniva servito la sera del 25 dicembre e doveva essere spettacolare!


Questo dolce così semplice e ricco allo stesso tempo, veniva bollito, per circa 6 ore, avvolto in uno strofinaccio candido, in modo da dargli una classica forma a 'cannon ball'. La mistura di cui era composto veniva preparata anche settimane prima e lasciata macerare per permettere a tutti gli ingredienti (di solito assai dispendiosi per l'epoca) di amalgamarsi bene tra loro. Non solo, era anche tradizione che ogni membro della famiglia desse una mescolata all'impasto esprimendo un desiderio... 

Una volta cotto lo si irrorava di brandy, gli si infilava un rametto di agrifoglio nel centro, e gli si dava fuoco prima di portarlo in tavola. Composto da farina, frucca secca, frutta, uvetta e via dicendo, era una tripudio di dolcezza inusuale, in onore del Natale e contro l'asprezza dell'inverno.


Il Pudding a dir la verità è tante cose... per pudding si intende un impasto bollito in... qualcosa e si intende sia un impasto dolce, come il Christmas Pudding, sia uno salato a base di carne! Anche il terribile haggis scozzese è infatti un pudding, e al posto del canovaccio si usa come involucro lo stomaco della pecora. L'usanza di utilizzare intestini e stomachi per i pudding venne pian piano sostituita dal canovaccio. In epoca vittoriana, poi, prese piede la voglia di avere pudding sempre più elaborati, in forme sempre più eleganti. Vennero così forgiati stampi di tutti i tipi, che venivano riempiti di impasto, avvolti nel canovaccio e bolliti per le consuete 6 ore... in lavanderia!

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Vi lascio con una bella ricettina, per un gustosissimo PUDDING DI MELE, con ricetta originale del 1861, ovviamente vi serve uno stampo piuttosto alto, possibilmente di rame, e un bel canovaccio bianco e pulito! Le dosi? Mmmm, mi sa che all'epoca si andava a occhio!
Atre ricette per un classico Christmas Pudding (un po' semplificate), le potete trovare qui: CLIK

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Preparare un trito di mele, addolcirlo con zucchero, addensare con un po' di marmellata di albicocche. Imburrare uno stampo a cupola, e rivestirlo con uno strato molto sottile di pasta frolla (ndr: short paste, un impasto assai simile alla pasta frolla per i biscotti), riempite la cavità con le mele, a strati, espruzzando su ciascuno di questi strati un pizzico di ribes e uva passa di Smirne. Sigillare con un disco di pasta frolla. Mettere un po' di burro al centro di un tovagliolo, posizionarlo sulla parte superiore dello stampo e legarlo sotto di esso. Tuffare lo stampo in acqua bollente. Fate bollire per due ore a fuoco lento ma a temperatura costante. A cottura ultimata togliere il tovagliolo, girare il pudding su un piatto facendolo fuoriuscire lentamente dallo stampo, versarvi sopra salsa di albicocche o di un po' di sciroppo mescolato con un po' di kirsch o maraschino. Servire. Da Urbain Dubois , The Household Cookery Book (London: 1861)

Felice Pudding amiche mie! Io ho appena ordinato uno stampo su Amazon per provarci! Povero marito mio!!!!
PS: Ho messo a posto il link della ricetta del tronchetto di Yule, ora dovrebbe funzionare :-)

martedì 13 dicembre 2011

Smell of friendship

Buongiorno compagne di ago e filo :-) Il week end appena trascorso è stato all'insegna dell'amicizia! Un fine settimana fantasssstico allietato dall'arrivo della Folletta più Isterica del Web e, sabato, dalla mia amica Eugenia. Secondo voi quanto mi avranno viziata queste due sante donne? Allora, vi annuncio che grazie a loro ieri ho passato un meraviglioso pomeriggio ammirando il capolavoro di Elisabetta e gustando i fantastici muffin di Eu (sottratti in extremis alle fauci di cane e marito: ingordi!!!!!!) !


Porta tisane Villeroi & Boch, auto regalo di Natale!!!

Cosa ne dite? Mi viziano vero? Vi rendete conto di quanto sono carine e brave???? Eu è una cuoca superlativa, ma me ne ero già accorta in fiera, e Elisabetta beh... ditemi voi... i muffin non ve li posso far assaggiare, ma il ricamo di Betty lo potete ammirare...


This is pure A R T from H E A R T (a pixie heart!)

Un magnifico disegno di Brenda Gervais, ricamato su 40 ct, rifinito in MODO SPETTACOLARE!!!! E non avete idea di quanti altri pacchettini ci siano sotto l'albero... ma ho promesso di aprirli solo a Natale! E sono di parola :-)))) vero Folletta?


Ed infine, ecco la neve, giusto in tempo per Santa Lucia! L'albero scintilla, la corona sulla porta tintinna, noi continuiamo a sentire il magico suono dei campanelli e 'Believe' è il credo di questa piccola famiglia.... Stasera dolci a volontà, arriva la cara Santa Lucia, tanto amata dai bimbi di queste zone... e volevate forse che, dopo aver tanto sprimacciato i cuscini, la buona Berchta non lasciasse cadere qualche fiocco per rendermi felice? Eccola qui, scintillante e candida, che si posa gentile sulla nostra legnaia :-) Non è un portento? Ora vi lascio, il mio ago incantato mi attende, sprizza scintille, tintinna e mi chiama... ma che vorrà, che vorrà? Hhihiihi......

lunedì 12 dicembre 2011

3rd Victorian Christmas Project: Yule Log

Buongiorno amiche, eccoci oggi ad una tappa del Vic. Chris. Project molto interessante (a mio avviso). Se avrete la pazienza di leggere tutto, vi proporrò anche qualche splendida attività natalizia che scommetto non avete mai provato!!!! Buona lettura :-)
Si avvicina il Solstizio... le giornate si accorciano, la terra si tinge di grigio, di bianco, di nero e marrone. I toni scuri del verde degli abeti si mischiano alle rosse bacche dei sorbi, all’edera tenace... e colorano di terra e di incanto le brevi giornate. Il gelo si intensifica, il freddo spinge gli animali nelle tane: è il tempo del riposo, il momento della ricerca del calore...

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Una delle più antiche e significative usanze legate al Solstizio di’Inverno è lo YULE LOG (o CLOG), ovvero il ceppo di Yule, un grande tronco decorato con nastri e edere e bacche che, fin dai tempi più remoti, nei territori del nord, veniva condotto cerimoniosamente sui bracieri e nei camini.. per ardere e portare luce, vita e calore nelle case, per dodici giorni: i dodici giorni destinati ai riti e alle cerimonie solstiziali, e in seguito, natalizie.




Nella notte più lunga dell’anno (o in seguito, alla vigilia di Natale), questo grande tronco, spesso di quercia, veniva acceso con un frammento di carbone ricavato dal tronco del solstizio precedente. Per giorni i membri maschi della famiglia cercavano la pianta adatta. Non tutte andavano bene: dovevano essere piante cadute da tempo, secche, adatte alla combustione, ma al tempo stesso, non dovevano ‘ospitare’ animali o essere divenute tane... poichè, fino al secolo scorso, intralciare i percorsi di Madre Natura era saggiamente considerato assai sciocco e poco propizio.Questa splendida usanza, sebbene di origine germanica, si diffuse velocemente anche nelle aree celtiche. 

Nel suo meraviglioso saggio “Il tempo dei Celti”, Kondratiev ci ricorda come in Scozia tale ceppo venisse scolpito in forma di donna: la Cailleach Nollag, ovvero la Megera di Natale (Yeel Carline ovvero "the Christmas Old Wife") . Ma cosa simboleggiava? Il suo lento bruciare segnava l’evoluzione ciclica della Dea, la sconfitta del suo aspetto sterile e minaccioso di dama dell’inverno, la promessa della primavera futura: al solstizio d’inverno ella aveva ormai i giorni contati... Nella sfera cristiana invece, che gradatamente si sovrappose alle usanze pagane più antiche, il fuoco del ceppo serviva simbolicamente a scaldare il Bambin Gesù fino all’Epifania.Ciò che preme sottolineare qui però è il legame tra il solstizio, il fuoco e la buona sorte. Come ci insegna Frazer, i due solstizi erano le due grandi svolte solari che catturavano l’attenzione dell’essere umano, doveva quindi apparire assai logico accendere dei fuochi particolari in questi due momenti. La tradizione dello Yule Log persistette vivacemente fino all’epoca vittoriana, e ancora oggi non è scomparsa del tutto dalle campagne. Sebbene il suo ricordo sia assai più vivo in Inghilterra che in altre zone. l’uso di questo fuoco rituale era diffusissimo: “Nelle valli di Sieg e di Lahn il ceppo di Natale era costituito da un pesante blocco di quercia (...) e seppur esposto al fuoco, spesso non bastava un anno a ridurlo in cenere. Quando, l’anno successivo, lo si sostituiva con un blocco nuovo, i resti venivano ridotti in polvere da spargere nelle dodici notti precedenti l’Epifania sui campi, per propiziare i raccolti futuri”. Non solo, in alcune zone della Francia un pezzo del ciocco veniva montato sull’aratro, credendo che servisse a far meglio germogliare i semi.


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In Vestfalia invece il ciocco veniva appena bruciacchiato, e poi riposto con cura. Ogni volta che scoppiava un temporale, lo si faceva bruciare un po’, poichè si credeva che mai un fulmine si sarebbe abbattuto su una casa nella quale ardeva un così sacro fuoco. Anche in Provenza si pensava che il ceppo proteggesse dai fulmini e pezzetti carbonizzati del ciocco venivano nascosti sotto i letti, per difendere dai geloni, dai fulimini e dalle malattie invernali. Il legame tra il ciocco e i fulmini è semplice da spiegare: esso era spesso di legno di quercia e nella memoria ancestrale doveva essere rimasta la consapevolezza che la quercia era legata al Dio delle Folgori.

Dalla Russia alla Scandinavia, dalla Serbia all’Inghilterra, dal Galles all’Italia, ovunque troviamo tracce del tronco di Natale. Perfino nella nostra toscana, in Val di Chiana, ci sono ricordi legati all’Ave Maria del Ceppo, una canzoncina intonata dai bimbi nei giorni di dicembre.


La tradizione celtica bretone ci suggerisce invece un rituale assai più semplice da eseguire (non tutti oggi hanno un camino abbastanza grande da ospitare un ceppo per 12 giorni...): Il Ramo dei Desideri. Nove giorni prima del Solstizio (a Santa Lucia quindi) è usanza cercare un ramo, dipingerlo se si vuole, e posizionarlo all’entrata della propria casa: chiunque entri in casa se vorrà potrà scrivere un proprio desiderio su di un pezzetto di carta che verrà poi legato al ramo con un nastrino. Il giorno del solstizio il ramo verrà bruciato insieme ai desideri: per un rametto può bastare un caminetto o una stufa, o un piccolo falò all’aperto. Il fumo porterà al cielo i nostri desideri, li libererà nell’aria, liberi di salire verso l’infinito.
Poichè è il simbolo ciò che conta e non l’effettivo ardere del fuoco (non oggi almeno) potremmo anche optar per un tronco con scavati dei piccoli alloggiamenti nei quali riporre alcune tea light, da accendere per tutti i Dodici giorni Solstiziali.
La luce è il fulcro della tradizione dello YULE LOG: ‘fare il giorno di notte’ ovvero portare luce e calore nel core rigido e gelido dell’inverno.

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SWEET YULE LOG:

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giovedì 8 dicembre 2011

Victorian Boots Ornies

Mie care, felice 8 dicembre! Vorrei potervi dire che siamo sommersi dalla neve qui tra i meli, ma purtroppo non è così, l'inverno con le sue dolci e splendide atmosfere tarda a giungere... per consolarmi ho cucito una marea di decorazioni per il vostro e per il mio albero :-)  Questi ornaments sono romantici e perfetti per creare un elegante angolino natalizio...
Piccoli stivaletti vittoriani... e per i bottoncini ho utilizzato minuscole perline.. Vi piacciono?
Se siete interessate scrivetemi :-)))) CLIIIK

Ho trovato il cartamodello in un bellissimo blog americano, del quale purtroppo ho perso gli estremi, quindi se qualcuno di voi li riconosce, mi scriva pure l'url, così posso dare alla creatrice i giusti riconoscimenti. Purtroppo a volte salvo di fretta e furia, e non mi segno gli indirizzi :-(

Un abbraccio




martedì 6 dicembre 2011

Primitive Christmas Tree

Giorni frenetici, trascorsi a decorare, creare, allestire, cucinare, pensare... e cucire! Li avete ammirati in Fiera a Vicenza, me li avete chiesti, richiesti e strachiesti, e alla fine ho ceduto! Creati in comunella con la mia compagna di avventura di Fiera Paola, ecco i Primitive Christmas Tree.
Potete richiedere il kit oppure l'alberello già pronto... a vostra scelta :-) Basta scrivermi una mail qui: CLIK FOR A CHRISTMAS TREE




Preparatevi perchè entro fine settimana vi sommergerò di decorazioni moooolto graziose per i vostri doni dell'ultimo momento :-))))

lunedì 5 dicembre 2011

2°nd Victorian Christmas Project: Christmas Cards

Buongiorno amiche mie :-) Eccoci alla seconda tappa del Victorian Christmas Project. Questa volta sarà meno lunga da leggere, ma spero interessante lo stesso. Una delle più dolci tradizioni natalizie consiste nel porgere i propri auguri a chi si ama, si conosce, si frequenta. Una volta, tanto tempo fa, si scrivevano lunghe lettere ai parenti lontani, agli amici… poi, nel 1843 (che data magica…) tutto cambiò: nacquero i Biglietti di Auguri
Sir Henry Cole chiese all'amico artista John Horsley di disegnare una bella immagine che racchiudesse il senso del Natale. 
Horsley dipinse un piccolo acquerello nel quale campeggiavano tre scene significative legate a ciò che per noi e per i vittoriani doveva essere il Natale: carità, famiglia, festa, decorazioni, buon cibo… Il dipinto di Horsley fu davvero innovativo, e i più di 2000 biglietti che vennero stampati vennero venduti per uno shilling.

Il primo biglietto di auguri disegnato nel 1843


Il soggetto gioioso e per nulla religioso fece infuriare i puritani, che distrussero gran parte dei biglietti, così oggi ne sopravvivono solo 10. 
In seguito, nel corso del XIX secolo, i biglietti di Natale non ebbero come protagonisti la religione o il Bambin Gesù, ma fiori, animali, fate… soggetti che richiamassero l'avvicinarsi della primavera e i temi cari a Dickens e alla mentalità vittoriana.




Lo sviluppo nel corso del 1870 del servizio postale rese i Biglietti di Auguri accessibili a tutte le tasche e si conta che nel 1877 vennero spediti più di 4 milioni e mezzo di bigliettini! 
Quest'anno ne spedirò moltissimi, così un po' li ho acquistati e un po' li ho fatti da me, anche se con lo scrap non sono una maga!


Per realizzare i miei bigliettini ho preso del semplicissimo cartoncino marrone, delle immagini vittoriane di natale, un punchatore e un po' di spago e di colla: fantasia e buon umore e i bigliettini si son fatti da se!
Tutti i bigliettini ricevuti verranno come ogni anno riposti con cura in una busta cucita a mano, quest'anno spero di ricamarla per tempo e mostrarvela quanto prima!!!
Potete trovare diverse immagini vittoriane da stampare con una buona risoluzione qui: CLIK
Potete stamparle anche su stoffa e realizzare biglietti ancor più preziosi... date libero sfogo alla creatività!

La prossima puntata del Victorian Christmas Project sarà un tutorial, semplicissimo, che vi illustrerà le meraviglie del Cracker! Felice settimana!!!